La storia di una barca é anche la nostra storia

Il pozzetto di una barca a vela è il luogo dove ho più ricordi. Tute le mie navigazioni si sono svolte prevalentemente lì, nel pozzetto. Grande, piccolo, protetto o bagnato, il 95% del tempo di navigazione, durante le guardie, lo ho vissuto in pozzetto. È nel pozzetto che si ha il controllo e si condivide con la propria barca le sensazioni che il mare trasmette. È lì che si osserva l'orizzonte in cerca di un segno del tempo che cambia o della terra che ancora non compare. È sempre in pozzetto che si condividono lunghe chiacchierate o eterni silenzi. Il pozzetto di Adriatica, una delle barche che ho comandato per quasi 15 anni in giro per il mondo, era il luogo dove io e Ricardo, il mio amico e secondo storico, elaboravamo nuovi progetti, sceglievamo le tattiche di navigazione, cantavamo, recitavamo brani di storie di mare o chiacchieravamo senza limiti. Oppure tacevamo, complici, uno accanto all'altro con una tazza di brodo caldo in mano.

E la barca, questa come altre dove siamo stai insieme, ci ascoltava e ogni tanto partecipava, dando una scrollatina all'orza se non era d'accordo o piantandosi nell'onda se riteneva che ci stessimo dimenticando di lei.

Ho navigato su decine di barche. Ognuna aveva un "qualcosa". Ma quelle che hanno potuto parlare con me a lungo mi sono restate nel cuore. Come io spero a loro.

Ecco perché voglio recuperare il New Optimist: perchè con questa barca Nanni, il suo proprietario e Mariele, sua moglie e compagna di navigazioni, hanno dialogato molto, confidando tanti segreti...

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